Calice vino bianco e vino rosso su fondo nero , logo Bacciardi Partners e testo in grafica export a rischio come difendere il vino italiano dai nuovi dazi USAVinitaly 2025 si è aperto a Verona con i riflettori puntati su una questione che tocca il cuore pulsante dell’export vinicolo italiano: i nuovi dazi americani. In un clima di fiera internazionale e grandi numeri — 4.000 espositori, 30.000 buyer stranieri, di cui oltre 3.000 provenienti dagli Stati Uniti — il tema dominante è tutt’altro che celebrativo. L’aria che si respira tra gli stand è quella dell’attenzione strategica: come affrontare le nuove tariffe doganali imposte dagli USA e proteggere uno dei settori più dinamici del Made in Italy?

Il nuovo scenario commerciale: dazi e incertezza globale

L’amministrazione americana ha imposto dazi su numerosi prodotti europei, incluso il vino. Una decisione che pesa su un comparto che solo nel 2024 ha esportato oltre 2 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, primo mercato extra-UE per l’Italia. Le prime stime dell’Unione Italiana Vini parlano di un potenziale calo del 15% delle vendite sul mercato statunitense, con una perdita di circa 330 milioni di euro l’anno.

Buyer presenti, ma in allerta: il mercato non è perso, ma va gestito

Nonostante il nuovo scenario, la presenza di oltre 3.000 buyer statunitensi al Vinitaly dimostra che l’interesse per il vino italiano resta elevato. Tuttavia, in un contesto di margini ridotti e forte concorrenza internazionale, le aziende italiane non possono permettersi di restare immobili. Al contrario: serve una risposta lucida, professionale e orientata al lungo termine.

Le mosse concrete che ogni cantina dovrebbe considerare

Questa fase di incertezza è un test cruciale per le imprese del vino: chi saprà reagire con prontezza e metodo potrà non solo resistere, ma rafforzare la propria posizione sui mercati internazionali.

Ecco dove concentrare subito l’attenzione:

  • verificare l’impatto dei nuovi dazi USA e rinegoziare gli accordi di distribuzione e fornitura in corso di vigenza, con la finalità di condividere il sopraggiunto onere e fornire continuità ai rapporti con gli importatori USA;
  • rivedere la strategia di posizionamento dei prodotti vitivinicoli italiani per collocarli nel segmento di mercato statunitense dove il consumatore risulta meno sensibile all’incremento del prezzo;
  • aggiornare tempestivamente i modelli contrattuali di vendita, fornitura e distribuzione per le future operazioni di vendita ed export;
  • diversificare i mercati di sbocco e rafforzare la presenza in mercati Asiatici, Sud America e Africa può attenuare l’impatto delle misure restrittive americane.

Dazi come segnale, non solo come ostacolo

Le misure introdotte dagli USA devono essere interpretate non solo come una minaccia ma anche come un campanello d’allarme. Troppo spesso l’internazionalizzazione viene affrontata senza un impianto contrattuale solido o senza un’adeguata gestione del rischio Paese. L’attuale scenario impone un cambio di passo: solo chi saprà strutturarsi riuscirà a proteggere e far crescere il proprio export.

Il nostro supporto per le imprese vitivinicole

Bacciardi Partners ha già attivato una task force per analizzare gli impatti caso per caso e valutare possibili soluzioni strategiche per le imprese che esportano negli Stati Uniti o che stanno pianificando l’ingresso in mercati extra-UE.

Non esitare a contattarci per una consulenza personalizzata e per approfondire come queste misure possano influire sulla tua attività.